| Nota biografica di Salvatore Tomarchio
Una macchina fotografica ricevuta in dono per la cresima, una Kodak a
soffietto, è l'occasione per le prime prove di fotografia di Salvatore
Tomarchio, di Zafferana Etnea, nei primi anni 30. Foto di presepi, di cerimonie
e feste di paese, in cui spesso si veniva a trovare data l'attività di
Caffè-dolceria dei nonni e della famiglia.
Accolte bene nell'ambiente locale, queste prime prove incoraggiano il giovane
Tomarchio a proseguire e seguire anche i professionisti e l'evoluzione delle
tecniche fotografiche.
Il primo riconoscimento ufficiale l'ottiene dal concorso "Ludi Juveniles",
Catania 1935, a cui partecipa con tre fotografie facenti punto su quel pregevole
e compatto disegno urbanistico di Zafferana Etnea, costituito da
Chiesa-Piazza-Municipio, che si dice ideato dall'illustre pittore concittadino
Giuseppe Sciuti. Ma soprattutto in questa occasione gli viene ripetuto un caldo
incoraggiamento dal valente professore Enzo Maganuco, docente di Storia
dell'Arte all'Università di Catania.
Negli anni 40 è lo scrittore Vitaliano Brancati, habitué di Zafferana
Etnea, ad esternare ammirazione per le foto del giovane Tomarchio ed a proporgli
di seguirlo a Roma.
Ma l'ambiente in cui viveva S. Tomarchio - l'Etna affascinante e imprevedibile,
un paesaggio ricco di colori e modulazioni, il mare dei ciclopi a controsfondo -
aveva tutto per soddisfare il genuino desiderio di vivere intensamentequesto
straordinario effetto scenico, dinamico di natura.
Quando nell'estate '60 le pressioni interne all'Etna fanno saltare il sigillo
di lava che tappava il cratere centrale, un boato da fine del mondo e una
colonna di fumo che si elevava svolgendosi sino a 3000 metri d'altezza, con
sabbie che arrivarono alla Calabria, il nostro fotografo è pronto a scattare
quelle memorabili foto che furono subito nelle più importanti riviste e
giornali.
Quelle foto contribuirono all'accredito professionale di Salvatore
Tomarchio che diventa corrispondente fotografo di pubblicazioni
nazionali e internazionali.
Molti riconoscimenti sono stati dati
all'arte fotografica di Salvatore Tomarchio in diversi concorsi
spesso sul tema del paesaggio etneo: a Castiglione di Sicilia, a
Milici, a Catania, a Milo. Riconoscimenti che gli sono anche valsi
l'incarico, presso l'Accademia di Belle Arti di Catania,
all'insegnamento di "Fotografia", da lui svolto fino alla
quiescenza.
L'attività di Salvatore Tomarchio
continua, come si evidenzia in questa mostra che si aggiunge alle
esposizioni precedenti tenute a Catania, Ragusa, Vittoria, Nicolosi,
Messina, Zafferana Etnea e in altre località. E' presente al
FOTOSALONE di Messina '95.
Continua con particolare attenzione all'Etna, alla città di
Acireale e al folklore siciliano. Continua con il suo studio ed i
rapporti con Enti del Turismo, Istituti scientifici, giornali e
riviste, ambienti di promozione e di ricerca dell'immagine.
Pasquale Emanuele
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